Dalla metà del secolo scorso, gli scienziati sanno che la fase del sonno REM coincide con la fase in cui sorgono i sogni. Ma il significato del movimento in questa fase dei bulbi oculari è rimasto un mistero e oggetto di discussione. Alcuni ricercatori hanno suggerito che i movimenti avvengano per inumidire le palpebre, altri hanno ipotizzato che gli occhi seguano ciò che sta accadendo in sogno, ma non sono riusciti a dimostrarlo. Un team di scienziati degli Stati Uniti ha trovato conferma di questa ipotesi. La loro scoperta fa luce non solo su come funziona il cervello umano durante il sonno, ma anche su come funziona la nostra immaginazione.
Utilizzando un modello murino, gli scienziati dell'Università della California, a San Francisco, hanno dimostrato che i movimenti oculari non sono in effetti caotici. Sono coordinati con ciò che sta accadendo nel mondo virtuale dei sogni dell'animale. Gli scienziati sono stati aiutati a stabilirlo da una tecnologia avanzata che consente loro di studiare le cellule cerebrali responsabili della posizione della testa del topo. Queste cellule agiscono come una bussola e dalla loro attività è possibile capire in quale direzione è rivolto l'animale.
Confrontando questi dati con la direzione dello sguardo dei topi, i ricercatori hanno scoperto che durante il sonno REM questi vettori coincidono esattamente. Allo stesso modo, questo accade durante la veglia, quando il mouse si muove attivamente. In altre parole, quando i nostri bulbi oculari ruotano durante il sonno REM, significa che stiamo seguendo oggetti del mondo onirico.
"Uno dei punti di forza del cervello umano è la capacità di combinare l'esperienza del mondo reale con altre cose che attualmente non esistono e potrebbero non esistere mai", ha affermato Massimo Scanziani, capo progetto. “La capacità generativa del nostro cervello è la base della nostra creatività”.
Tuttavia, questa funzione del cervello è difficile da studiare: è necessario esaminarla nel momento in cui crea nuove esperienze e idee in assenza di informazioni sensoriali. Un sogno offre una tale opportunità, permettendoti di combinare l'apparentemente incompatibile e credere nella realtà del fantastico. Il team di Scanziani ha scoperto che le stesse parti del cervello coordinano il sonno e la veglia. Questo rafforza la teoria del sonno come un modo per integrare le informazioni raccolte durante il giorno.
Il modo esatto in cui parti del cervello lavorano insieme per supportare questa capacità generativa rimane un mistero che Scanziani intende svelare in futuro.
Il sonno REM e non-REM sono due diversi stati del cervello, ma non è ancora chiaro come funzioni questo meccanismo di commutazione. La scoperta degli scienziati giapponesi rivela una nuova comprensione della natura del cervello e offre opportunità per il trattamento della cataplessia e della narcolessia, sindromi neurologiche associate a improvvisi attacchi di sonnolenza.
2022-08-29 18:32:52
Autore: Vitalii Babkin