Secondo Bloomberg, citando "persone che hanno familiarità con la questione", l'India intende limitare la vendita di smartphone di marchi cinesi che costano meno di 12.000 rupie indiane (circa 150 dollari). Ciò dovrebbe aiutare le aziende locali e spingere i produttori cinesi fuori dal segmento "budget" del secondo mercato di smartphone più grande del mondo.
Secondo le fonti della pubblicazione, i piani delle autorità indiane sono in linea con la loro preoccupazione che la presenza di marchi cinesi come Realme e Transsion stia incidendo sul business dei produttori locali. Le misure restrittive potrebbero danneggiare aziende come Xiaomi, che contano sul mercato indiano per un'ulteriore crescita, poiché il mercato degli smartphone si restringe nella stessa Cina, anche a causa dei focolai di COVID-19.
Secondo Counterpoint, gli smartphone con meno di $ 150 hanno rappresentato un terzo di tutte le vendite del secondo trimestre in India, con i marchi cinesi che rappresentano l'80% di quello. Resta da vedere se le autorità annunceranno ufficialmente la nuova politica o utilizzeranno metodi informali di pressione sui marchi cinesi.
Secondo i calcoli di Bloomberg, in caso di ban, le spedizioni totali di smartphone Xiaomi potrebbero calare dell'11-14% all'anno (di 20-25 milioni di copie). L'azienda possiede in realtà il 25% del segmento del budget in India: questo è il mercato più importante per il fornitore e, secondo IDC, il 66% degli smartphone Xiaomi qui costa meno di $ 150.
Le autorità indiane stanno già esercitando pressioni sui produttori cinesi, avviando varie indagini sulle attività di Xiaomi, Oppo, Vivo e altri attori del mercato. In particolare, le apparecchiature di telecomunicazione di Huawei e ZTE sono già di fatto bandite, e Honor ha annunciato l'effettivo ritiro dall'India "per ovvi motivi".
Allo stesso tempo, le misure restrittive probabilmente non riguarderanno player come Apple e Samsung, dal momento che l'ostilità delle autorità indiane verso i prodotti cinesi ha anche radici geopolitiche. La situazione è peggiorata nell'estate del 2020, quando diversi soldati indiani sono stati uccisi in uno scontro al confine sino-indiano. L'India ha già bandito più di 300 app cinesi popolari, tra cui WeChat e TikTok, e le relazioni tra i paesi rimangono a dir poco tese.
Prima dell'arrivo delle aziende cinesi in India con modelli di smartphone economici e ricchi di funzionalità, i produttori indiani Lava e MicroMax detenevano una quota di quasi il 50% nel loro mercato interno. Tuttavia, la crescente popolarità dei "cinesi", secondo le autorità locali, "non si basa su una concorrenza libera e leale". Questa argomentazione non è infondata, dal momento che le divisioni indiane delle società cinesi, nonostante le vendite elevate, segnalano regolarmente perdite.
2022-08-09 19:01:12
Autore: Vitalii Babkin